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Linee guida dell’INPS sull’esonero contributivo per i giovani previsto dalla Legge di Bilancio

Con la circolare n. 56 del 12.04.2021, l’Inps ha fornito le linee guida per l’applicazione dell’esonero di cui alla legge n. 178 del 2020 (legge di Bilancio 2021), che, come noto, è finalizzato a promuovere l’occupazione giovanile stabile.

 

La l. 178/2020, infatti, è intervenuta sul testo della l. 205/2017. Quest’ultima  garantiva per massimo 36 mesi, ai datori di lavoro privati che dal 1º gennaio 2018  avessero assunto giovani under 30 con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a loro carico.

 

La legge di bilancio 2021, invece, ha modificato tale norma, prevedendo che per le assunzioni degli under 36, il datore di lavoro privato potesse usufruire di un esonero contributivo nella misura del 100%, per un periodo massimo di 36 mesi. In questo modo, il beneficio previsto nel 2018 viene incrementato per età, per misura percentuale e per ammontare annuo. Tale incremento, però, vale solo per il biennio 2021/2022.

 

Contrariamente al testo normativo, tuttavia, secondo l’Inps, la legge di Bilancio 2021 non modifica il precedente regime, ma introduce una misura «ulteriore e aggiuntiva» rispetto a quanto già previsto dalla legge 205/2017. Tale impostazione pare molto penalizzante perché impone al datore di scegliere tra il regime ordinario (legge 205/2017) e il regime speciale (legge 178/2020). Conseguentemente, se il datore decidesse di usufruire del regime speciale, dovrebbe scomputare dal plafond di 1,8 milioni di €, il beneficio nella misura del 100% anche se il reale vantaggio è solo del 50% rispetto al regime ordinario.

 

Sarebbe dunque opportuno che la prassi successiva, anche dell’INPS, correggesse questa impostazione fortemente penalizzante per le aziende.

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